Il campanile svetta sulla tarda sera,e il viola di un impossibile tramonto prelude a freddo rigore di tersa giornata a venire.Mi rallegro, perché l’indomani mi tocca fotografare alla curva dopo lo schuss Pomedes, dove le atlete tribolano da morire, dopo essere scese in picchiata per un muro al 70% di pendenza, con velocità di 120/130 km/h….e io sarò lì…sono un poco emozionato, ma il mio fido 400 mi conforta, e anche Martin, il collega svedese che sarà con me…ride sempre, è sempre così allegro…forse è la grappa…Ieri sera ho vissuto uno di quei momenti che rimangono scolpiti nella memoria, e nel cuore, che non sono fotografati, se non nell’anima. Dopo la cerimonia di premiazione della gara di oggi, sono rimasto in piazza con Sylviane, sciatrice svizzera, e abbiamo parlato, e parlato, e parlato,…io in italiano, e lei in francese..e ci capivamo….








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