La mala educacion


Oggi vorrei parlare della moda sempre più diffusa di fotografare tutto e tutti con qualsisasi attrezzatura si possieda.

Smartphone, compatta, bridge, reflex, ognuno ha la possibilità di realizzare un piccolo reportage di qualsivoglia avvenimento a cui partecipi.

Fin qui niente di male.

Tuttavia, con la crescita delle possibilità non è però parimenti cresciuta l’educazione nell’usare tali mezzi.

Io tengo sempre gli occhi aperti quando fotografo, e lo schermo della reflex serve spesso come specchio per controllare intorno a me.

SELFI 1

Però, a volte, succedono queste cose.

Il bacio dura un istante, e io non eseguo scatti a raffica, tipo mitraglia.

Quindi, l’unica foto del bacio viene rovinata dall’improvvisa intrusione di uno smartphone.

Che fare? Nulla.

FOTO

Quanti, poi, di coloro che fotografano riguardano e ricontrollano le loro immagini con fare critico?

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Speriamo che il mondo si fermi e ci si renda conto della pericolosa deriva verso cui andiamo.

Poi mi consolo pensando a come ho fatto questa foto.

KARADZIC

Non dico “chi” o “dove”, dico solo che l’auto era pronta, in moto, con lo sportello aperto, due amici dentro che mi avvisavano su cosa stessero facendo quelle persone con bastoni e forconi uscite dalle case appena parcheggiata l’auto vicino al cartello.

Io, intanto, senza guardare alle mia spalle, sono sceso, ho inquadrato e scattato.

A pellicola.

E poi sono fuggito appena in tempo.

Un altro mondo, un’altra fotografia, “No country for old Guido”.

 

Una replica a “La mala educacion”

  1. Avatar Franco
    Franco

    “Quanti, poi, di coloro che fotografano riguardano e ricontrollano le loro immagini con fare critico?” Io credo nessuno, dovrebbero costare almeno qualche centesimo a scatto e allora si che…

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