Vedo ultimemente sempre più la tendenza a pubblicare, ovunque, fotografie che devono essere per forza spettacolari.
Colori vividi, animali in piena posa, corpi perfetti, inquadrature mozzafiato, panorami a mo’ di quadro, e così andare…
Mentre, invece, passano in sordina foto “normali”, magari ben composte, ma che nulla concedono alla platea.
Ecco, di questo vi vorrei parlare, della composizione.
Ma non con tediose parole, ma con una foto, e tre esempi.
Ecco la foto, un’inquadratura forse banale di una scenetta al porto, assolutamente non costruita a tavolino.
Si prega di notare il motivo “a spirale” della scultura che domina la parte sinistra della fotografia.
Il perché è spiegato nella foto seguente:
Una delle regole della composizione dice di seguire le proporzioni della “sezione aurea” (vai ai vari motori di ricerca per vedere cosa sia la sezione aurea), per fare in modo che l’occhio dell’osservatore sia subito colpito dal soggetto da noi scelto.
C’è un richiamo e un’analogia fra la spirale della scultura e quella immaginaria (nella foto indicata con la linea sottile) che porta a concentrasi sulle figure al centro, la bambina in particolare.
Ma c’è di più, perché se guardate la stessa foto con altre “linee” di composizione, come queste qui sotto:
vedrete che le famose “diagonali” portano ancora alla spirale e alla bambina.
E’, infatti, un’altra delle regole della composizione: tracciando delle diagonali immaginarie fra i vertici della fotografia, si creano, negli incroci delle linee stesse, dei notevoli punti di interesse.
E veniamo alla più famosa regola di composizione, la regola dei terzi.
Dividendo l’immagine con linee immaginarie e verticali, si creano ancora punti e zone di interesse.
Nella foto in questione, infatti, il terzo di sinistra è tutto occupato dalla scultura, il cui essere scuro, fra l’altro, “bilancia” il resto della fotografia, chiara.
Al centro del terzo centrale, scusate il gioco di parole, c’è la barca, mentre nel terzo di destra, in basso, ci sono le figure e la bambina.
Ecco fatto.
Le regole della composizione stanno nel cervello di chi sa fotografare, non si inventano al momento, non ci si pensa consciamente mentre si scatta, si apllicano all’occasione, come atto dovuto, come respirare: lo si impara appena nati, e poi lo si fa senza pensarci per tutta la vita.
Così è fotografare, ci si nasce.
Un’ultima cosa, che mi sembra importante: la foto è stata scattata “al volo”, mentre la bambina alzava la manina per salutare, in iperfocale con una macchina a telemetro.
Telemetro, iperfocale? Cosa vogliono dire?
Ma questa è un’altra storia….












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