SELFIE


Non discuto la moda del momento, farsi le foto (e forse non solo quelle!) da soli. Penso, quando li vedo, questi audaci reporters, che si stanno perdendo la parte più poetica di ciò che stanno facendo. Hanno un mezzo e lo usano per auto immortalarsi. Sì, sì, sono io, mi devo convincere di essere qualcuno, e allora mi auto incenso.  Ma forse non arrivano a pensieri tanto profondi. E poi, sarei curioso di vedere quanti di loro riguardano le proprie immmagini con occhio critico, se non per vedere se la faccetta è venuta come loro pensavano. Bene o male non importa, basta che si veda l’occhio strabuzzato, la lingua a penzoloni, il dito medio, le corna, le tette, o quant’altro essi ritengono sia interessante. Ma lo è? E per chi? Nemmeno per loro, dimentichi di quello scatto già nel momento in cui posano per il successivo. Scatto, poi, vocabolo che suggerisce quel moto dello spirito teso a immortalare un attimo di vita nell’eternità di una fotografia, quell’attimo che emoziona e muove la mente a coordinare il corpo per compiere i gesti necessari affinche quell’istante non vada perso. Questi, invece..ad ogni modo, buona visione.

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