Queste foto sono state scattate con una pellicola infrarosso a medio formato, per la mia Hasselblad. Primo problema, trovare queste pellicole. Secondo problema, il filtro diametro 55 mm per l’obiettivo della mia macchina fotografica. Va bene, oggi con internet si trova tutto, ma io sono “antico”, ancora legato al negoziato sotto casa. Però, se il filtro e le pellicole le ho trovate, magari grazie anche alla rete, come trovare chi sviluppa il negativo? Di allestire una camera oscura in casa non se ne parla, quindi, ecco che viene in soccorso il negoziante sotto casa, il fido fotografo che mi trova chi può ancora dare retta ad un anacronistico personaggio come me. La pellicola va caricata in macchina nel buio TOTALE; non sto qui a spiegare l’assurdità del caricamento della pellicola nel medio formato, chi non sa come si fa ed è curioso, può cercare in rete. Come allineare la freccia al buio? Chi vede una freccia disegnata sulla carta della pellicola al buio? Perché di questo si tratta, di girare un rullo che trascina la pellicola fino a fare allineare due frecce. Ecco, si fa a caso, più o meno…Poi ci vogliono, cavalletto, scatto flessibile, il sole! Sennò addio foto all’infrarosso. Ma cos’è la foto all’infrarosso? E’ una foto che si fa…senza luce! Sì, perché si va a “indagare” lo spettro elettromagnetico con frequenza superiore a 700 nm e inferiori a 1 mm. Ecco un’immagine esemplificativa.


E siccome ogni corpo caldo emette radiazioni che ricadono nella lunghezza d’onda dell’infrarosso, ecco che a me piace dire che le foto all’infrarosso non si fanno con la luce, ma con il calore! Dicevo prima, ci vuole il sole, e ci vogliono condizioni particolari, può darsi che la radiazione infrarossa non sia ben catturabile, quindi ogni foto è un azzardo. E’ necessario un filtro che blocchi tutta la radiazione al di sotto di 700 nm, come potete vedere, cosicché solo gli infrarossi passano a impressionare la pellicola. E la pellicola, appunto, è particolare proprio per poter essere impressionata solo dall’infrarosso. Quindi, eccomi al freddo, con il cavalletto, lo scatto flessibile, e il cronometro. 5 secondi? boh? Ancora un attimo, 10 secondi? Proviamo. Prima foto: sembra quasi un bianco e nero normale, ma messa a confronto con il vero bianco e nero mostra le differenze: non c’era molta radiazione infrarossa, ed è per questo che sono venute simili.



E adesso, le altre foto, concludendo che la giornata al freddo è stata comunque fruttuosa. La pellicola funziona, il caricamento al buio pure, il tempo di esposizione, a casaccio, funziona anch’esso, qualche dubbio su filtro usato, uno di quelli da pochi euro su internet, d’altra parte se quelli “seri” costano il quintuplo un motivo ci sarà. Alla prossima. Ah, il luogo delle foto non è un fiordo norvegese, o un canyon americano, ma la gola del Furlo, provincia di Pesaro, Italia.








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