La fotografia ha sempre svolto un ruolo sociale di utilità nella descrizione del vivere e dell’uomo. In questa infinita rappresentazione, quasi una pièce teatrale sul palco della vita, ecco uno spaccato di una mattinata gioiosa e genuina al Bar. Aspettando il passaggio di auto d’altri tempi, andando alla ricerca di emozioni, che, tuttavia, non sono d’altri tempi. Saremo anche nella era 4.0, digitale, connessa, tutto quello che volete, ma lo spirito di Pozzetto e amici, che si siedono a vedere il passaggio del treno non è mai sopito. Qui si torna alla sedia fuori della porta, al caffè portato a mano, alle pacche sulle spalle dei contendenti, all’amicizia spontanea sulla base di una passione comune. E poi tutti in Piazza, per esultare al passaggio dei nuovi (vecchi) eroi. E tutto questo non vuol dire essere provinciali, o vivere nel paesotto, vuol dire essere umani.








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