INIZIA LA SCUOLA


Non potete sapere cosa si agiti nella mente di una professoressa nel momento in cui deve rientrare a scuola. 

Se non l’avete in casa, non lo potete sapere. 

Se non vedete che i pomeriggi, quando non ci sono le riunioni di cui sotto, sono pieni di lavoro di correzione, preparazione, studio, non lo potete sapere. 

Se non vedete che a letto, la sera, non c’è posto per il marito perché nelle lenzuola c’è Manzoni, gli evidenziatori, i compiti da correggere, l’astuccio, le penne, tutta la cancelleria possibile. 

Se non vedete che, nonostante 20 ore dedicate alla scuola, (4 dorme, per fortuna), la professoressa non viene meno alla cura della famiglia, e ai compiti con i figli.

 Se non sapete che tutti i pomeriggi ci sono riunioni fiume, così lunghe che a volte alle 21 ancora a casa non si vede, il consiglio di classe, e il giorno dopo quello di dipartimento, e il giorno dopo ancora quello di istituto, e gli scrutini, e i famigerati colloqui con i genitori.

Se non sapete che ogni alunno è come un figlio, che la professoressa ci sta male quando le cose non vanno, come fosse il suo vero figlio ad avere problemi.

Se non capite che tutto quello che fa, la prof lo fa per il bene dei vostri figli, per dar loro gli strumenti e il sapere affinché diventino uomini e donne pronti alle difficoltà della vita.

Se non capite che nella scuola si insegna la cultura, l’unica cosa che differenzia l’essere umano dall’animale da bar, intriso di social e reality, incapace di provare empatia per il prossimo, o di commuoversi per il Bello, sia esso, un quadro, un film, un libro, uno spettacolo naturale.

E invece cosa fate? 

La bersagliate con beceri luoghi comuni sulla pochezza del suo lavoro, sia in termini di tempo sia in termini di contenuti, insultate sulle vacanze estive infinite, e poi su quelle natalizie, e ancora su quelle pasquali.

Sguazzate nei luoghi comuni sulla svogliatezza dell’insegnante, sullo scarso valore della scuola italiana, sull’arretratezza della stessa.

Aprite la bocca per sparare sentenze a tutto tondo sull’argomento “scuola” senza averne alcuna conoscenza e men che meno competenza.

Perché il popolo che parla, voi che sentenziate, il popolo delle sterili liti in rete, è il popolo che a scuola si scaccolava durante l’ora di lezione, che fuggiva alla sala giochi durante l’ora di ginnastica, che esaltava la mediocrità del 5 a fronte del secchione maltrattato, che faceva il gradasso quando s’illudeva di averla fatta franca copiando, che si faceva cacciare dall’aula per fumare, e non le sigarette, nel bagno, che prendeva di mire sempre i più deboli della classe, che tutto aveva in mente, se mente si può chiamare, tranne lo studio.

E, alla fine, a che scopo tutto questo astio?

Sono i vostri figli che la professoressa si accolla per 5 o 6 ore al giorno, non riuscite a capire che attaccate chi sta educando i vostri figli, anche là dove voi siete in evidente difetto. 

Siete dei bambinoni non cresciuti che ancora giocate a fare i bulli o le bulle, incapaci di astrarvi dal contingente per contemplare lo schema globale.

E a tutto questo, oggi si aggiunge l’incognita del Covid-19.

Non aggiungo altro, se non avete compreso quanto scritto finora, è inutile continuare.

Se l’avete compreso capirete anche perché mi fermo qui.

Buon anno scolastico a tutti.

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