Ho pensato a questo progetto dopo aver riflettuto su come la situazione contingente ci abbia cambiato. Sembra quasi assurdo vedere gente per strada camminare libera, abbracciarsi, sorridere, baciarsi. Non si fa, è vietato manifestare il nostro essere umani. Anche la voglia di uscire a fotografare la gente è meno presente ora. E cosa fotografo? Volti coperti? Sorrisi nascosti? Occhiate di forzati sentimenti?
Allora sono andato a ripescare le mie vecchie foto, quelle che scattavo in giro, per strada, alla gente, ed era la mia maniera per vedere il mondo, e diventare parte di esso.
Colto dalla sorpresa di stupirmi anche io di come si vivesse solo 365 giorni fa, e di come la libertà che era data e acquisita come scontata, come l’aria per respirare, non lo fosse più, mi sono fermato a riflettere su come potessi esprimere in parole e immagini quel che provavo.
Una foto per giorno, per un anno, come un anno passato in vita forzata, e io voglio mostrare invece un anno di vita normale.
Propongo mie vecchie foto con parole a corredo, frasi, pensieri, cose scritte di getto, quasi a volte senza senso o grammatica, ma vive e vere, quello che mi spinse a scattare per catturare il momento.
Unico elemento comune a tute le foto, nella loro eterogeneità, è la macchina fotografica, quella con la “L”, e la pellicola, binomio per me inscindibile.
Vogliate seguirmi in questo lungo viaggio, e commentare, se vi va.









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