Io penso all’arrivo di una persona nuova come ad una grande festa. Chi già c’è si prodiga affinché il nuovo arrivato si senta subito a proprio agio, accolto, desiderato, benvoluto, accettato. Ciascuno fa spazio come può, c’è chi si sposta, chi offre la sedia, chi porge un bicchiere, chi allunga un piatto. Fuori, la sera tinge di rosso il cielo del tramonto, la nuova persona si sente abbracciata in un calore familiare, ed è rassicurata, pure nella novità della sua condizione. Il posto c’è, e se non c’è, lo si trova. Io penso al cuore umano come ad una grande mosaico, ciascuna tessera una nuova persona incontrata nella propria vita. Chi ha la capacità di ingrandire il mosaico, accresce anche il suo bagaglio di umanità ed empatia, modificando il suo cuore affinché tutti ne facciano parte. Questo non è da tutti, molti hanno il cuore fatto di un’unica tessera, quella con il loro nome, e nessun altro vi ha posto. Per queste persone, le nuove tessere scivolano via, senza attaccarsi alle altre, e nulla di più di quel che credono di sapere, queste persone imparano.
Benvenuta, invece, tu, splendida ragazza, nel mio cuore, meravigliosa Venere di occhi e di sorriso. Il mio cuore di tessere ne ha sempre di nuove, ma per te tutte si sono spostate con gioia per darti il giusto spazio. E la tua tessera è là, bella e splendente come il giorno in cui t’ho conosciuto. Fulgida, indelebile e luminosa, sempre si prodiga con il suo bel sorriso ad accogliere e fare spazio alle altre.









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