L’ombra proietta la sagoma, che dipinge il marciapiede di nero. Oppure è la sagoma a terra ad essere viva, ed il corpo di sostanza, invece, la sua proiezione? Mi sono chiesto dove sia la verità, ma forse non è se non in quello che ciascuno vede, o vuole vedere. O si immagina di vedere. Si parla, si discute. Lo faranno anche le ombre? Una mano sembra suggerire di andare. Ad ognuno il trovare il proprio cammino, con la sua ombra ad accompagnarlo.









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