Un altro sguardo in macchina, stavolta un sorriso volontario. Anzi, la ragazza, mi ha voluto fare uno scherzo. Passando accanto, io non l’avevo vista, ha guardato nell’obiettivo e ha detto “Cucù” con una voce così sonora che mi ha fatto fare un sobbalzo, mentre scattavo, ed infatti la fotografia è venuta mossa. Poi è fuggita ridendo, e di lei mi è rimasta quest’immagine fugace. Mi piace questa foto, pur se mossa, perché è testimonianza di un momento autentico, e non sempre si può dire altrettanto di altre immagini così perfette.









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